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Leopardo nebuloso
15 marzo 2007: Gli scienziati hanno scoperto che il leopardo
nebuloso che vive nelle isole del Borneo
e di Sumatra non appartiene alla stessa specie
che si trova nel continente del sud-est asiatico.
La notizia giunge a poche settimane
dalla
notizia data dal Wwf sull'identificazione
da parte degli scienziati di
almeno 52 nuove
specie di animali e piante nel
Borneo nel
corso dell'ultimo anno, il che
mostra ancora
una volta quanto sia importante
conservare
l'habitat e le specie della terza
isola più
grande del mondo che conserva
ancora uno
dei 3 più importanti «polmoni
verdi» della
terra.
I leopardi nebulosi sono i più
grandi predatori
del Borneo, e sono famosi perchè
possiedono
i più lunghi canini, in proporzione
alla
dimensione corporea, di qualsiasi
altro felino.
La popolazione di leopardo nebuloso del Borneo
si è presumibilmente differenziata dalla
popolazione del continente circa 1 milione
e 400mila anni fa.
«I risultati delle ricerche genetiche indicano
chiaramente che il leopardo nebuloso del
Borneo si deve considerare una specie distinta
dato che i test sul Dna hanno evidenziato
circa 40 differenze tra le due specie», ha dichiarato il dott. Stephen O'Brien,
Capo del Laboratorio di diversità genomica
dell'Istituto nazionale statunitense per
la lotta al cancro.

«Comparando le pelli del leopardo del Borneo
con quelle del leopardo del continente abbiamo
capito che si trattava di due specie diverse - ha detto il dott. Andrew Kitchener, del
Dipartimento di Scienze Naturali del Museo
Nazionale Scozzese -. È incredibile che nessuno abbia notato prima
queste differenze».
Le due specie si distinguono
visibilmente
per la grandezza e distribuzione
delle macchie
e persino per il colore della
pelliccia,
più chiara quella del leopardo
continentale
e più scura quella del «cugino»
del Borneo.

«Sono più di cento anni che guardiamo questo
animale senza renderci conto che è unico - ha detto Gianfranco Bologna, direttore
scientifico del Wwf Italia -. Il fatto che il predatore primario del Borneo
è ora considerato una specie a parte ribadisce
ulteriormente l'importanza di conservare
questa regione che possiede un'elevatissima
ricchezza di biodiversità e subisce una pressione
umana molto significativa, soprattutto a
danno della ricchissima foresta. Si stima
che vivano nella foresta del Borneo dai 5.000
agli 11.000 individui di leopardo nebuloso,
mentre Sumatra ne conterebbe dai 3.000 ai
7.000. In ogni caso occorre approfondire
gli studi per ottenere dati più certi. La
principale minaccia che i leopardi devono
fronteggiare è data dalla distruzione degli
habitat (deforestazione e commercio del legname).
L'ultima grande dimora di questa specie è
proprio il “Cuore del Borneo”, 220.000 chilometri
quadrati di territorio montuoso e incontaminato,
circa cinque volte la Svizzera, coperto da
foresta pluviale equatoriale e situato al
centro dell'isola, oggetto da anni di un
grande impegno del Wwf in progetti concreti
di conservazione».

Pecari gigante del Chaco
Conosciuto in precedenza soltanto allo stato
fossile e creduto estinto da almeno 20.000
anni, il pecari gigante è stato scoperto
vivo e vegeto nel 1975, nell'impenetrabile macchia del Gran Chaco
tra Paraguay, Bolivia e Argentina, dove gli
indigeni lo conoscevano perfetamente con
il nome di "taguà".
Geco di Otago
Nel 1986, studiando un rettile conservato da più
di mezzo secolo nel Museo di
Storia Naturale
di Marsiglia, due zoologi hanno
scoperto
questo geco gigante della Nuova
Zelanda,
che con i suoi 62 centimetri
risulta fino
a questo momento la più grande
specie di
geco mai vissuta sulla Terra.
Successive
indagini hanno dimostrato che
i Maori conoscevano
bene questo animale, da loro
chiamato Kaweau.

Ghepardo reale
Nel 1926 il Maggiore A. L. Cooper uccise uno strano
felino simile ad un leopardo presso Salisbury,
Rhodesia del sud. L'esame delle spoglie da
parte degli esperti non lasciavano dubbi:
si trattava di un ghepardo che presentava
una strana anomalia nel manto, che risultava
ornato come quello di una iena striata e
più folto rispetto a quello degli esemplari
comuni.
Solo 60 anni più tardi, nel 1987, la ricercatrice Lena Godsal Bottriel, dopo
un'encomiabile ricerca sul campo, dimostrò
che l'animale non era un ghepardo affetto
da anomalie, ma che si trattava di un esemplare
appartenente ad una specie completamente
nuova, che fu battezzata "ghepardo reale"
(Acinonyx rex).
Puoi vedere il filmato che lo
ritrae

Onza
E' dai tempi dei re aztechi che dal Messico
nordoccidentale circolano notizie sull'esistenza
di un grosso felino totalmente diverso dal
puma e dal giaguaro.
Nel 1986 un esemplare di Onza venne abbattuto sui
monti della Sierra Madre, confermando la
sua diversità da ogni altro felino finora
conosciuto.
Gli Aztechi lo descrivevano come un puma
o coguaro ma molto più aggressivo. Quando
i conquistadores arrivarono in Messico dalla
Spagna, sono stati condotti nel giardino
zoologico dell'imperatore Moctezuma. Uno
degli spagnoli, Bernal Diaz del Castillo,
disse che tale giardino ospitava "le tigri ed i leoni di due generi, uno assomigliava
ad un lupo". Un missionario, padre Johann Baegert,
ha scritto che
"un onza ha osato invadere la missione del
mio vicino ed ha attacato un ragazzo di 14-anni
alla luce del giorno... alcuni anni fa un
altro ha ucciso il soldato più forte e rispettato
della zona".
Il gennaio del 1986, il coltivatore messicano
Andres Rodriguez Murillo, che avev un ranch
nel distretto di San Ignacio di Sinaloa,
uccise un onza. Rodriguez e Ricardo Zamora
erano cacciatori di cervi e alle 10:30 p.m.,
incontrarono un grande felino che sembrava
pronto ad attaccarli. Rodriguez, temendo
un attacco, sparò. Dopo aver visto che non
si trattava nè di un giaguaro, nè di un puma,
Rodriguez e Zamora presero il corpo del felino
e lo portarono al ranch. Il sig. Vega, che
possedeva un ranch vicino e che era un cacciatore
esperto, si mise in contatto con Rodriguez.
Egli disse che il gatto era un onza e che
era quasi identico ad uno che suo padre aveva
ucciso negli anni 70 (il cranio dell'animale
di Vega è stato conservato).
Da un esame del corpo, si trovò che aveva
una grande ferita su uno degli arti posteriori
che, sia Rodriguez che Vega credettero essere
stata inflitta da un giaguaro. L'esemplare
inoltre era in buono stato di salute e csessualmente
maturo.
La maggior parte degli studiosi
ritiene che
l'onza rappresenti una nuova
sottospecie
di felino (leone di montagna),
o possibilmente
una specie interamente nuova
di gatto.
Solenodonte
I solenodonti sono piccoli mammiferi appartenenti
alla famiglia dei solenodontidi dell'ordine
degli insettivori. Sono originari delle Indie
Occidentali e caratterizzati da un muso lungo
e appuntito, corredato di numerose vibrisse,
orecchie arrotondate, occhi piccoli e pelo
color ruggine. Raggiungono un peso di circa
1 kg e una lunghezza di 60 cm compresa la
coda, priva di pelo, di circa 20 cm. (è grande
come un ratto) Il nome solenodonti allude
alle notevoli dimensioni dei loro denti.
E' di abitudini notturne, vive
in tronchi
d'albero cavi ed in tane ricavate
fra le
rocce, dalle quali escono solo
di notte per
cacciare insetti e rettili.,
soprattutto
lombrichi, lumache, mordendole
ed iniettando
nel loro corpo una saliva velenosa
(unico
fatto tra i mammiferi).

La famiglia comprende un solo
genere (Solenodon)
e due sole specie, il solenodonte
di Haiti
(Solenodon paradoxus), dalla
pelliccia scura,
e il solenodonte di Cuba (Solenodon
cubanus),
con il capo color giallo fulvo.
Esisteva già ai tempi dei dinosauri,
ed è
vissuto felicemente fino all'impatto
con
le attività umane: turismo, deforestazione
e nuovi nemici, i cani, dai quali
non è in
grado di difendersi
A causa del basso tasso di riproduzione
i
solenodonti sono a rischio di
estinzione
e sono, infatti una delle specie
seguite
da Edge ("limite"),
il programma
della Zoological Society of London
che si
concentra sui 100 animali più
a rischio di
estinzione e contemporaneamente
più significativi
dal punto di vista dell'evoluzione.
Ora si stanno programmando attività
di studio
e conservazione del solenodonte
sia ad Haiti
sia nella Repubblica Dominicana.
Dopo l'arrivo
degli europei, nell'isola sono
scomparsi
100 mammiferi.
In questi giorni è stato divulgato
un filmato
che Ritrae l'animalett, per la
precisione
il Solenodon paradoxus, che si
dava estinto!
Gli zoologi l'hanno ritrovato
nell'isola
Hispaniola, ai Caraibi (è divisa
fra Repubblica
Dominicana ed Haiti) e, prima
di rimetterlo
in libertà, hanno fatto una cosa
che mai
nessuno aveva fatto prima. L'hanno
filmato.
Ecco qui.
http://blogeko.libero.it/index.php/2009/video-filmato-un-mammifero-velenoso-che-#more6554
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